Dott.ssa Benedetta Zucchi, Fisioterapista

Come combattere la paura del parto con la fisioterapia

Forse ti sembrerà strano sentir parlare di fisioterapia e di parto nella stessa frase

Come si può combattere la paura del parto con la fisioterapia?

Anni fa catturò la mia attenzione un articolo brasiliano del 2011 intitolato “Il fisioterapista come professionista per assistere la donna in gravidanza”1.

Come fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico mi trovavo sempre di più a trattare donne che nel post parto lamentavano incontinenza urinaria e/o fecale, prolasso, dolore all’esplorazione vaginale, alla penetrazione o dolore durante i rapporti sessuali.

Nonostante la fisioterapia aiuti a risolvere queste problematiche attraverso l’impostazione di un programma riabilitativo personalizzato, mi domandai se fosse possibile prevenire queste problematiche attraverso la fisioterapia.

Come in Brasile, anche qua in Italia la figura del fisioterapista nell’assistenza alla gestante non è diffusa come in Francia o in Spagna e si occupano di questo principalmente le ostetriche.

Tuttavia il fisioterapista possiede competenze che possono aiutare la gestante a prendere maggiore consapevolezza del proprio corpo, ad alleviare il dolore ed evitare le lacerazioni durante il parto.

Cos’è che spaventa del parto?

Le principali paure riportate dalle donne circa il momento del parto sono solitamente connesse con la capacità di sopportazione del dolore, la salute del bambino e le ripercussioni che il parto potrà avere sulle proprie parti intime.

Si ha paura di sentire un dolore insopportabile, si ha paura che il bambino possa avere difficoltà ad uscire dal canale del parto e/o che il passaggio del bambino possa portare a lacerazioni importanti e incontinenza urinaria e/o fecale.

Un dolore insopportabile

Quando si pensa al parto infatti l’immagine che puntualmente scorre nella nostra testa è quella di una donna in posizione ginecologica che urla agonizzante e maledice il compagno che l’ha messa incinta.

Molte donne infatti, spaventate da quest’idea o per aver vissuto in prima persona quest’esperienza, scelgono di partorire con il cesareo.

So che ti sembrerà strano e che tua mamma, tua nonna, la tua collega o la tua amica ti hanno già raccontato le peggiori storie di parto mai sentite ma fortunatamente partorire non è per tutte così.

Non voglio nemmeno dire che il parto sia un’esperienza orgasmica o che riuscirai a non sentire dolore perché mentirei.

Il dolore durante il parto è necessario, quello che è assolutamente illegittimo in quanto opzionale è la sofferenza.

Mi spiego meglio.

Il dolore durante il parto ha varie origini.

Abbiamo il dolore dovuto alle contrazioni uterine, il dolore dovuto ad una temporanea riduzione dell’afflusso di sangue e di sostanze nutritive e il dolore emozionale.

Quello che è sicuramente necessario è il dolore dovuto alle contrazioni uterine.

La contrazione viene percepita come dolorosa quando raggiunge una pressione di circa 15 mmHg. È quindi l’aumento della pressione esercitata dall’utero che scatena il dolore.

E la pressione cos’è? Nient’altro che una forza che in questo caso rappresenta la forza della vita. È proprio grazie a quel dolore che il bambino viene alla luce.

Bisogna poi tener conto di un’altra cosa molto importante.

Il dolore emozionale si combatte innanzitutto con il capire da dove origina il dolore e da cosa può essere influenzato.

Il dolore è un’esperienza soggettiva costituita dalla sensazione e dalla percezione che abbiamo di quella sensazione.

La percezione che abbiamo del dolore infatti è il risultato di un’elaborazione che avviene nel nostro cervello.

È influenzata da fattori culturali, dalle emozioni, dalla soglia di sopportazione del dolore, dalle esperienze e dalle strategie che utilizziamo per affrontare il dolore.

Il dolore oltre ad essere una sensazione spiacevole in risposta ad uno stimolo doloroso è influenzato da numerosi aspetti a carattere psicologico e rappresenta in parte qualcosa di acquisito.

La paura di provare dolore allo stesso tempo mette in moto un circolo vizioso: genera e alimenta l’ansia che aumenta l’intensità del dolore che a sua volta contribuisce a determinare uno stato ansioso e di disagio.

Il dolore ischemico, invece, è dovuto ad una riduzione temporanea del flusso sanguigno in una determinata zona. Questo scatena il dolore perché la zona privata delle sostanze nutritive va in sofferenza.

E cos’è che causa la riduzione temporanea del flusso sanguigno? Solitamente l’assenza del movimento.

Il movimento migliora la circolazione sanguigna e favorisce il ritorno venoso.

Posture obbligate e posizioni mantenute per ore sono spesso responsabili del dolore definito ischemico e ciò vale non solo per il momento del parto (si pensi al mal di schiena dovuto al mantenimento della posizione seduta).

Ce la farà il mio bambino ad uscire di lì?

L’altra grande paura è che il bambino incontri delle difficoltà e non riesca ad uscire.

Quando la prima parte del bambino che si presenta nel bacino della mamma non è la testa può esserci maggiore difficoltà per il bambino ad uscire.

Tuttavia molte malpresentazioni fetali si risolvono spontaneamente durante il travaglio o esistono soluzioni per risolverle.

Il movimento della gestante e l’adozione durante il parto di determinate posture antigravitarie permette di aiutare il bambino a trovare la strada giusta attraverso il bacino materno.

Il movimento infatti permette alle articolazioni del bacino di adattarsi al passaggio del bambino. Le articolazioni del bacino non sono articolazioni molto mobili ma nella gestante un ormone chiamato  relaxina le rende più elastiche e con un notevole grado di mobilità. 

La paura può essere legata anche alle ripercussioni che il passaggio del bambino avrà sulla vagina e sulla vulva.

Si ha paura di subire lacerazioni o che la vagina rimanga più larga riducendo così le sensazioni durante i rapporti sia per se stesse che per i partner e dia origine a problemi importanti nel rapporto di coppia.

Che ruolo ha la fisioterapia nell’assistenza alla donna in gravidanza?

Come dicevo all’inizio di questo articolo, il fisioterapista possiede numerosi strumenti per assistere la donna attraverso tutte le fasi della gravidanza e per affrontare il parto in maniera più serena e consapevole.

Vediamoli insieme!

Massaggio

Il massaggio può essere utile durante la fase del travaglio per alleviare il dolore dovuto alle contrazioni uterine, per favorire il rilassamento e ridurre lo stress.

Esistono varie tecniche di massaggio che il fisioterapista specializzato nell’assistenza perinatale può insegnare al partner o a chi assisterà la gestante nel momento del parto.

Esercizi di respirazione e rilassamento

La gestione dello stress e dell’ansia sono aspetti di non poco conto durante il parto perché, come ti dicevo, possono influire sulla percezione del dolore aumentandone la sua intensità e creando un vissuto di disagio.

Bisogna poi ricordare che lo stress ha effetti negativi anche in gravidanza con ripercussioni sulla salute della madre, del bambino e sulla funzione della barriera plancetaria.

Gli esercizi di respirazione e di rilassamento non sonoutili soltanto nei mesi che precedono il parto ma trovano il loro utilizzo durante tutta la gestazione, dalla fase pre-concezionale al post parto.

Aiutano la donna a gestire e ridurre lo stress, a prendere maggiore consapevolezza del suo corpo e a connettersi con il suo bambino e sono fondamentali nel momento del parto per migliorare l’ossigenazione del flusso sanguigno sia materno che fetale.

Movimento e posture

La libertà di movimento e l’assunzione di determinate posture durante il parto facilitano il corretto posizionamento del bambino, alleviano il dolore, riducono la sensazione di fatica, facilitano e velocizzano la progressione del bambino lungo il canale del parto ed evitano uno stiramento brusco e improvviso del pavimento pelvico che potrebbe causare danni e lacerazioni.

È quindi molto importante che non vi siano retrazioni muscolo-scheletriche o alterazioni posturali che vadano ad ostacolare o limitare l’assunzione di determinate posture o il movimento.

Molte donne hanno difficoltà a raggiungere la posizione accovacciata o la posizione seduta sulle ginocchia o hanno una limitazione dei movimenti del bacino o della colonna vertebrale.

Una tensione a carico delle diverse strutture legamentose può ridurre la mobilità dei diametri del bacino materno e ostacolare la discesa del bambino.

Il fisioterapista specializzato nell’assistenza alla donna in gravidanza può valutare e trattare queste problematiche così da favorire il naturale corso del parto, ridurre le complicanze e gli interventi medici.

Presa di coscienza del pavimento pelvico e massaggio perineale 

Il pavimento pelvico e la vulva rappresentano per il bambino gli ultimi ostacoli da superare durante il parto.

Avere una buona consapevolezza del proprio pavimento pelvico ed essere in grado di controllarlo è fondamentale per facilitare l’uscita del bambino ed evitare lesioni a suo carico.

Molte donne infatti presentano un’inversione del comando, ovvero rilassano il pavimento pelvico quando viene richiesto loro di contrarlo e lo contraggono quando viene richiesto loro di rilassarlo.

È inoltre possibile che in risposta al dolore dovuto allo stiramento dei tessuti il pavimento pelvico si contragga di riflesso ostacolando l’uscita del bambino.

La riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare a prendere maggiore consapevolezza del proprio pavimento pelvico e a controllarlo in modo volontario.

Inoltre per favorire l’elasticità dei tessuti ed evitare le lacerazioni è utile eseguire il massaggio perineale a partire dalla 34ª-36ª settimana gestazionale23.

Il massaggio perineale è uno strumento che si usa spesso nella riabilitazione del pavimento pelvico non solo durante la gravidanza ma in tutte quelle situazioni di dolore e ipertono del pavimento pelvico.


Concludo con una riflessione:

Credo che il corpo della donna non abbia bisogno di prepararsi a partorire perché è scritto nella sua biologia, è naturalmente in grado di farlo.

Piuttosto ritengo che la donna necessiti di riscoprire il suo corpo per poterne comprendere le capacità e riacquisire fiducia in esso.

Inoltre, lo stile di vita può avere ripercussioni importanti, che spesso trascuriamo, sulla nostra salute.

Ci muoviamo sempre meno e abbiamo sempre meno tempo da dedicare a noi stessi e questo può determinare alterazioni muscolo-scheletriche, dolore e limitazioni nelle attività della vita quotidiana.

La gravidanza rappresenta un motivo in più per dedicare del tempo a prendersi cura della propria salute e del proprio benessere perché è il momento in cui si crea una nuova vita.

Credo che il parto sia il culmine di un viaggio e l’inizio di uno nuovo e chi vuole viverlo nella maniera più serena possibile debba avere gli strumenti per farlo.

È stato questo il motivo che mi ha spinta a creare Parto In Forma, il mio programma di accompagnamento alla nascita per assistere le donne durante tutta la gravidanza.

Dagli un’occhiata e se avrò l’opportunità sarò felice di poterti accompagnare in questo meraviglioso viaggio!

Note

  1. Bavaresco GZ, Souza RS, Almeica B, Sabatino JH, Dias M. The physiotherapist as a professional to assist pregnante women. Cien Saude Colet 2011;16(7):3259-66. doi: 10.1590/s1413-81232011000800025.
  2. Amira S Dieb & Amira Y Shoab & Hala Nabil & Amir Gabr & Ahmed A Abdallah & Mona M Shaban & Ahmed H Attia. Perineal massage and training reduce perineal trauma in pregnant women older than 35 years: a randomized controlled trial. Int Urogynecol J 2020;31(3):613-619. doi: 10.1007/s00192-019-03937-6.
  3. Beckmann MM, Stock OM. Antenatal perineal massage for reducing perineal trauma. Cochrane Database Syst Rev 2013;(4):CD005123. doi: 10.1002/14651858.CD005123.pub3.

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