Dott.ssa Benedetta Zucchi, Fisioterapista

6 cose da sapere sull’aumento di peso in gravidanza

peso in gravidanza

Nell’immaginario comune si pensa che l’aumento di peso in gravidanza sia dovuto esclusivamente all’accumulo di depositi adiposi, ovvero all’accumulo di grasso, ma non è così!

In questo articolo scoprirai 6 cose da sapere sull’aumento di peso in gravidanza: da cosa dipende l’aumento di peso materno, come deve procedere durante tutta la gravidanza, qual è il peso ottimale e perché è importante evitare l’aumento di peso eccessivo ma soprattutto come fare per controllarlo!

Da cosa dipende l’aumento di peso materno?

Durante la gravidanza il peso del bambino (circa 3kg), l’aumento di dimensioni dell’utero (circa 1 kg), la formazione della placenta e del liquido amniotico (circa 1,5 kg), l’aumento dei seni (circa 500 gr), l’aumento del sangue circolante (circa 1,2 kg) e la ritenzione idrica (circa 1,5-4 kg) sono tutte componenti che contribuiscono all’aumento di peso materno.

Quindi tranquilla, non è tutto e solo grasso!

L’aumento di peso materno è poi un indice di salute del bambino in quanto è il segnale che il bambino sta crescendo nel grembo materno e che tutto procede a gonfie vele.

Come procede l’aumento di peso durante la gravidanza?

Solitamente nel primo trimestre l’aumento di peso è contenuto e si aggira intorno ai 1-2 kg circa.

Si assiste ad un rapido incremento dopo la 20ª settimana dove l’aumento è più o meno di 500 gr a settimana.

In media, a fine gravidanza, si è osservato che l’aumento di peso materno è di circa 12-13 kg anche se è importante fare alcune considerazioni a riguardo:

  1. La prima è che non tutte le future madri devono o possono prendere 12-13 kg ma dipende dal peso pregestazionale.
  2. La seconda è che molte donne si trovano già in una condizione di sovrappeso od obesità quando rimangono incinte.

A questo punto sorgono spontanee le seguenti domande:

Qual è il peso ottimale in gravidanza?

Perché è importante evitare l’aumento di peso eccessivo in gravidanza?

Andiamo per ordine.

Qual è il peso ottimale in gravidanza?

Secondo l’Institute Of Medicine (IOM)1 il peso ottimale in gravidanza varia in base all’indice di massa corporea (IMC) o body mass index (BMI) pregestazionale.

Si tratta di una stima del grasso corporeo sulla base del quale viene fatta una suddivisione in varie categorie: sottopeso, normopeso, sovrappeso e obesità.

Digitando “calcolo del BMI” nella barra di ricerca di Google troverai molti siti per calcolare il tuo. Ti basterà sapere la tua altezza e il tuo peso pregestazionale.

Il BMI si definisce “normale” quando è compreso tra 18.5 kg/m² e 24.9 kg/m², “sottopeso” quando è inferiore a 18.5 kg/m², “sovrappeso” se è compreso tra 25 kg/m² e 29.9 kg/m² e “obesità” se supera il 30.0 kg/m².

Sulla base del BMI pregestazionale l’IOM raccomanda un aumento di peso tra i 13 e i 18 kg a chi si trova in una condizione pregestazionale di sottopeso (BMI <18,5 kg/m²), un aumento di peso di 11-13 kg a chi si trova in una condizione pregestazionale di normopeso (BMI tra 18.5 kg/m² e 24.9 kg/m²), un aumento di peso di 7-11 kg a chi si trova in una condizione pregestazionale di sovrappeso (BMI tra 25 kg/m² e 29.9 kg/m²) e un aumento di peso di 5-9 kg a chi si trova in una condizione pregestazionale di obesità (BMI > 30 kg/m²).

Aumento di peso ottimale secondo l’Institute of Medicine

Di conseguenza, l’IOM definisce un eccessivo peso gestazionale2:

  • l’aumento di peso > 18 kg per le donne che si trovavano in una condizione pregestazionale di sottopeso;
  • un aumento di peso > 16 kg per le donne che si trovavano in una condizione pregestazionale di normopeso;
  • un aumento di peso >11,5 kg per le donne che si trovavano in una condizione pregestazionale di sovrappeso;
  • un aumento di peso > 9 kg per le donne che si trovavano in una condizione pregestazionale di obesità.

C’è da dire però che il BMI non tiene conto della composizione corporea, ovvero delle percentuali di massa grassa, massa magra (muscoli per intenderci) e dell’acqua corporea.

Se pensiamo ad esempio ad un’atleta di weightlifting o di powerlifting è probabile che il suo BMI possa classificarla come in sovrappeso sebbene possa avere una percentuale molto alta di massa magra (muscoli) e una percentuale molto bassa di massa grassa, semplicemente perché il BMI non tiene conto di tali percentuali ma è una stima approssimativa del grasso corporeo.

È importante perciò sempre tenere in considerazione non solo il peso ma anche la condizione fisica e lo stato di allenamento della donna prima e durante la gravidanza.

Tuttavia il BMI rimane lo strumento più rapido e immediato per una valutazione iniziale dello stato di salute e i valori riportati dall’IOM rappresentano una linea guida utile nella pratica clinica.

Perché è importante evitare l’aumento di peso eccessivo in gravidanza?

Il sovrappeso e l’obesità rappresentano i principali fattori di rischio per la salute riproduttiva della donna e per il decorso clinico della gravidanza.

Infertilità, aborto spontaneo, tromboembolismo venoso, diabete e ipertensione gestazionale, preeclampsia, sono alcune delle complicanze più importanti per la salute della donna durante la gravidanza.

Per quanto riguarda il parto, nelle gestanti con un aumento di peso eccessivo c’è un maggior rischio di macrosomia fetale (ovvero, peso del bambino alla nascita > 4kg), di parto distocico (ovvero, di parto difficoltoso e con complicanze), parto prematuro, di induzione e arresto del travaglio e necessità del ricorso al taglio cesareo d’urgenza.

Purtroppo l’eccessivo aumento di peso materno durante la gravidanza rappresenta un fattore di rischio molto importante non solo per la salute della donna ma anche per la salute del bambino sia durante la vita intra che quella extra-uterina.

Il bambino nato da madre obesa ha un rischio maggiore di difetti a carico dell’asse neuroassiale (es. spina bifida), di trauma cranico, di distocia di spalla, di lesione del plesso brachiale e di frattura della clavicola3.

Per questo motivo ci tengo a sottolineare che il peso in gravidanza (e non solo) non rappresenta solo un fattore estetico ma una questione di salute.

Questo vale ancora di più oggi dato che il 24,6% delle donne si trova in una condizione di sovrappeso o obesità già prima della gravidanza.

Partire da una condizione pregestazionale di sovrappeso o obesità non mette solo a rischio la salute materna ma anche quella fetale e rende più difficile perdere i chili guadagnati in gravidanza nel periodo del post parto.

Si stima che il 14-25% delle donne dopo la gravidanza aumenti di 4-5 kg rispetto al peso pregestazionale4.

Inoltre l’aumento di peso eccessivo accumulato in gravidanza e mantenuto nel post parto mette a rischio le gravidanze successive aumentando la probabilità di patologie cardiovascolari e metaboliche5.

Come controllare l’aumento di peso in gravidanza?

Niente paura!

L’esercizio fisico regolare in gravidanza non apporta soltanto numerosi benefici alla madre e al bambino ma è il nostro alleato numero uno per controllare l’eccessivo aumento di peso in gravidanza!

Le donne che hanno svolto attività fisica regolare durante la gravidanza tornano al loro peso pre-gestazionale più facilmente e velocemente di quelle che non l’hanno svolta.

Anche le gestanti che partono da una condizione di sovrappeso o obesità possono controllare l’aumento di peso eccessivo in gravidanza grazie all’esercizio fisico.

Le gestanti obese o in sovrappeso attive hanno un ridotto aumento di peso rispetto alle gestanti obese o in sovrappeso non attive durante la gravidanza  e hanno un minor rischio di sviluppare il diabete gestazionale6.

Come già ho riportato in un altro articolo, le ultime linee guida del Collegio degli Ostetrici e Ginecologi Americano e della Società degli Ostetrici e Ginecologi Canadesi affermano che l’esercizio fisico è sicuro e ben tollerato sia dalla madre che dal bambino e raccomandano almeno 150 minuti di attività fisica regolare alla settimana con intensità moderata-intensa.

La pregoressia7

Sebbene l’obesità e il sovrappeso rappresentino il problema principale e sia importante evitare l’eccessivo aumento di peso per i motivi già citati, dall’altra è importante che il controllo del peso in gravidanza non diventi un’ossessione.

Oggigiorno i canoni di bellezza femminili continuamente proposti sono ancora quelli di una magrezza eccessiva che va inevitabilmente a cozzare con i cambiamenti fisiologici conseguenti la gravidanza.

Con il termine “pregoressia” si fa riferimento a un disturbo alimentare che colpisce le donne durante la gravidanza e che nasce dall’unione delle parole “gravidanza” e “anoressia”, proprio perché i comportamenti messi in atto da queste donne solo quelli che si osservano in caso di anoressia.

Tale disturbo è caratterizzato da un ipercontrollo delle calorie assunte, dalla tendenza a consumare i pasti da sole o a saltarli direttamente e dalla pratica di un’eccessiva attività fisica.

Tutto questo viene scatenato dall’ossessione di avere un corpo perfetto in gravidanza e di ritornare quasi immediatamente alla forma fisica precedente nel post parto.

Solitamente riguarda donne che già prima della gravidanza soffrono di disordini alimentari o hanno un rapporto conflittuale con il cibo e con l’immagine del proprio corpo.

Come per l’obesità, anche i disturbi dell’alimentazione come l’anoressia e la bulimia hanno ripercussioni non solo sulla salute della madre ma anche su quella del bambino.

In particolare è stato osservato che i bambini di donne con disturbi dell’alimentazione, quali l’anoressia e la bulimia, hanno problemi nello sviluppo fetale e nella crescita neonatale8.


Come donna, fisioterapista e professionista della salute ho particolarmente a cuore il tema dell’accettazione del proprio corpo e dell’immagine che si ha di questo.

Fattori sociali e culturali bombardano le nostre teste con ideali di bellezza tutt’altro che salutari ma che purtroppo minano la nostra autostima e ci fanno sentire costantemente inadeguate.

L’esercizio fisico regolare in questo senso non ci aiuta soltanto a mantenere il peso forma ma ci aiuta stare bene con il nostro corpo mentalmente e fisicamente.

Ci fa sentire più forti, piene di energie, capaci di cose che non pensavamo di essere in grado di fare.

Il peso alla fine non è altro che un numero. Quello che conta veramente è tenersi attive svolgendo l’attività fisica che più ci piace per il bene di noi stesse, per la nostra salute e per quella dei nostri figli.

Cosa aspetti per cominciare a muoverti?

Bastano solo 150 minuti di attività fisica a settimana per tenersi in forma durante la gravidanza9!

Se però non sai da dove cominciare e hai bisogno di un aiuto, ti consiglio di dare un’occhiata al mio programma di accompagnamento alla nascita Parto in forma!

Ti accompagnerò durante la gravidanza per aiutarti a evitare l’aumento di peso eccessivo e i rischi che comporta per la salute tua e del tuo bambino, ma non solo!

Come specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico ho potuto constatare quanto sia importante per una donna nel periodo della gravidanza conoscere e prendere consapevolezza di una parte così intima e delicata del suo corpo.

La gravidanza e il parto mettono a dura prova il pavimento pelvico e molte disfunzioni come l’incontinenza urinaria, l’incontinenza fecale e il prolasso degli organi pelvici contribuiscono all’insorgenza della depressione nel post parto e a far perdere l’autostima e la fiducia nel proprio corpo. 

Se quindi anche tu vuoi sentirti bene con il tuo corpo durante tutta la gravidanza, vuoi evitare i kili di troppo e tornare rapidamente in forma dopo il parto con un pavimento pelvico a prova di perdite, contattami e cominciamo insieme questo viaggio!

Note

  1. Institute of Medicine, I.O.M.P.W.G. National Research Council Committee to Reexamine. 2009; and American College of Obstetricians and Gynecologists. ACOG committee opinion No. 548: weight gain during pregnancy. Obstet Gynecol 2013;121(1):210–2.
  2. Medicine Io. Weight gain during pregnancy: reexamining the guidelines. Washington DC: National Academy of Sciences; 2009.
  3. Sanchez CE, Barry C, Sabhlok A, Russell K, Majors A, Kollins SH, Fuemmeler BF. Maternal pre-pregnancy obesity and child neurodevelopmental outcomes: A Meta-analysis. Obes Rev 2018 Apr;19(4):464-484. doi: 10.1111/obr.12643.
  4. Lovelady C. Balancing exercise and food intake with lactation to promote post-partum weight loss. Proc Nutr Soc 2011;70(2):181-4. doi: 10.1017/S002966511100005X.
  5. Rooney BL, Schauberger CW. Excess Pregnancy Weight Gain and Long-Term Obesity: One Decade Later. Obstet Gynecol 2002;100(2):245-52. doi: 10.1016/s0029-7844(02)02125-7
  6. Du MC, Ouyang YQ, Nie XF, Huang Y, Redding SR. Effects of physical exercise during pregnancy on maternal and infant outcomes in overweight and obese pregnant women: A meta-analysis. Birth. 2019;46(2):211-221. doi: 10.1111/birt.12396.
  7. Janas-Kozik M, et al. Systematic Review of Literature on Eating Disorders During Pregnancy-Risk and Consequences for Mother and Child. Front Psychiatry 2021;12:777529.
  8. Dörsam AF, Preißl H, Micali N, Lörcher SB, Zipfel S, Giel KE. The Impact of Maternal Eating Disorders on Dietary Intake and Eating Patterns during Pregnancy: A Systematic Review. Nutrients 2019;11(4):840. doi: 10.3390/nu11040840.
  9. Syed H, Slayman T, DuChene Thoma K. ACOG Committee Opinion No. 804: Physical Activity and Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period. Obstet Gynecol. 2021 Feb 1;137(2):375-376. doi: 10.1097/AOG.0000000000004266.

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