Dott.ssa Benedetta Zucchi, Fisioterapista

Stipsi in gravidanza: 6 consigli per il tuo pavimento pelvico

La stipsi è senza dubbio uno dei disturbi più comuni e più fastidiosi che si manifestano durante la gravidanza.

Come fisioterapista specializzata nella riabilitazione dei disordini colo-rettali ho spesso a che fare con persone che si rivolgono a me per risolvere i loro problemi di stipsi.

Per questo ho deciso di condividere con te che sei in dolce attesa 6 consigli che hanno già aiutato molti dei miei pazienti a migliorare il loro benessere intestinale.

Cos’è la stipsi?

Innanzitutto cerchiamo di capire bene cos’è la stipsi.

Per stipsi si intende l’associazione di più sintomi fra la difficoltà a evacuare, la sensazione di “muro” durante la defecazione e di incompleto svuotamento, le feci dure e caprine, i ponzamenti prolungati, il frequente ricorso all’utilizzo di supposte, clisteri, tisane o sciroppi alle erbe.

Ovviamente tutto ciò ha un forte impatto sulla qualità della vita di chi ne è affetto.

Perché è così frequente in gravidanza?

Circa il 40% delle donne ne soffre durante o dopo la gravidanza1

È più comune nei primi due trimestri (prevalenza del 35% e del 39% circa) dove le cause sono da ricercarsi principalmente nell’azione degli ormoni.

Nel primo e nel secondo trimestre vengono infatti prodotte grandi quantità di progesterone, la cui azione è fra le altre quella di favorire il rilassamento della muscolatura liscia. Se da una parte previene la comparsa di contrazioni uterine premature, dall’altra riduce la motilità della peristalsi intestinale.

Inoltre il progesterone determina una maggiore lassità del bacino che unita all’aumento di volume dell’utero e all’aumento del peso materno può indebolire il pavimento pelvico favorendo la comparsa di un prolasso degli organi pelvici o un’eccessiva discesa del perineo, con conseguenze nella meccanica defecatoria.

Se a questo aggiungiamo la riduzione dell’apporto di fluidi dovuta alle nausee e una dieta povera di fibre, il rischio di andare incontro a stipsi aumenta inevitabilmente.

La stipsi nel terzo trimestre è meno frequente (prevalenza del 21% circa) e in questi casi la causa principale è meccanica ed è dovuta all’aumento di volume dell’utero comprime l’intestino.

Anche l’aumento dell’aldosterone nell’ultimo trimestre contribuisce alla comparsa della stipsi in gravidanza. Questo facilita l’assorbimento di liquidi ed elettroliti da parte del corpo ma disidrata le feci e ne rallenta il transito attraverso l’intestino2.

Va ricordato poi che molti farmaci hanno un’azione stiptizzante. Tra questi ritroviamo il ferro, gli antiacidi e gli analgesici di cui si può far uso talvolta in gravidanza.

Le conseguenze sul pavimento pelvico

Gli sforzi ripetuti durante la defecazione sviluppano enormi pressioni all’interno dell’addome che ricadono sul pavimento pelvico e lo indeboliscono con l’andare del tempo.

Questo non accade solo durante la gravidanza ed è alla base di disfunzioni come incontinenza, prolasso e sindrome del perineo discendente.

Una defecazione alterata che richiede sforzi prolungati è spesso alla base anche delle emorroidi.

Le emorroidi non sono nient’altro che un plesso venoso localizzato a livello dell’ano che contribuisce alla continenza fecale e a rendere meno “traumatico” il passaggio delle feci lungo il canale anale.

Quando aumentano di volume, sanguinano, danno dolore e/o prurito vengono definite malattia emorroidaria e vengono distinte in interne o esterne sulla base della loro protrusione dall’ano.

Durante la gravidanza la crescita dell’utero determina una stasi venosa a livello delle vene rettali che unita alle manovre di ponzamento durante la defecazione risulta nella manifestazione clinica delle emorroidi3.

I miei consigli

Arriviamo quindi al dunque.

Cosa si può fare per evitare la stipsi in gravidanza e proteggere il pavimento pelvico dagli sforzi per evacuare e le emorroidi?

Non mi soffermerò sull’importanza di un’adeguata idratazione e dell’esercizio fisico perché puoi trovare maggiori informazioni in quest’articolo.

Mi interessa invece parlarti di 6 consigli pratici che molti pazienti affetti da questi disturbi hanno trovato utili:

  1. Dieta ad alto residuo
  2. Psillio
  3. Supposte di glicerina 
  4. Non rinviare lo stimolo
  5. Utilizzare il panchetto
  6. Riabilitazione colo-rettale

1. Dieta ad alto residuo

Con dieta ad alto residuo si intende un apporto alimentare giornaliero di circa 30 grammi di fibre4 accompagnata dall’assunzione di circa 2 litri di acqua durante la giornata.

La fibra alimentare è la componente degli alimenti vegetali che non viene digerita dallo stomaco e da una parte dell’intestino.

Il consumo di fibra alimentare non solo migliora la motilità intestinale ma riduce l’assunzione di lassativi.

Questo tipo di dieta è solitamente indicato nella stipsi, nella malattia diverticolare del colon, nella sindrome del colon irritabile e durante il decorso post-operatorio delle malattie proctologiche.

È importante che il passaggio da una dieta normale ad una ad alto residuo sia graduale in quanto può provocare meteorismo e gonfiore addominale nei primi 30 giorni.

A questo proposito può essere utile rivolgersi ad un esperto della nutrizione e dell’alimentazione per avere indicazioni più precise e personalizzate.

2. Psillio5

Ottenuto dalla mondatura e dall’essiccazione dei semi delle Plantaginaceae, lo psillio è una sostanza mucillaginosa che viene solitamente viene sciolta in una bevanda o nell’acqua.

Questa sostanza ammorbidisce le feci, assorbe le tossine e ha un’azione lubrificante.

Fa parte degli agenti formanti massa o idrofili e si è dimostrato utile nel trattamento della stipsi, delle emorroidi e quando è necessario evitare sforzi eccessivi come in seguito ad interventi ano-rettali.

3. Supposte di glicerina

Avvertenza: sebbene non vi siano controindicazioni all’utilizzo delle supposte di glicerina in gravidanza è comunque consigliabile consultare il medico e limitare il loro utilizzo nei casi di mancata defecazione entro e non oltre i 3 giorni.

Le supposte di glicerina contengono glicerolo, composto capace di lubrificare il canale anale e richiamare acqua all’interno delle feci. Questo fa sì che le feci risultino più morbide e più facili da espellere.

Inoltre richiamando acqua nelle feci, il glicerolo determina una disidratazione dei tessuti con i quali viene a contatto irritando la mucosa rettale e scatenando la peristalsi che favorisce l’espulsione de materiale fecale.

Ti consiglio di inserirle quando si presenta lo stimolo per facilitare l’evacuazione e il completo svuotamento.

4. Evita di rinviare lo stimolo defecatorio

Rimandare costantemente la defecazione quando compare lo stimolo rappresenta un fattore di rischio per andare incontro a stipsi6.

Posporre ripetutamente lo stimolo altera infatti la regolarità intestinale e rende più difficili le evacuazioni successive in quanto rallenta il transito intestinale, disidrata le feci e le rende più dure7.

5. Utilizzare il panchetto

Se non lo sapevi, lascia che ti dica che la posizione più fisiologica per defecare è quella accovacciata, anche detta “alla turca”8.

In questa posizione si riducono il tempo e gli sforzi necessari per espellere le feci9.

La posizione accovacciata, “alla turca” può essere ricreata posizionando un panchetto sotto i piedi quando ci sediamo sul wc.

Con l’avvento del moderno wc la posizione accovacciata è stata abbandonata per dar spazio alla posizione seduta, che ha contribuito allo sviluppo di patologie intestinali come le emorroidi, la stipsi e la malattia diverticolare del colon10.

In posizione di accovacciamento il muscolo puborettale, responsabile della continenza fecale, si rilassa favorendo l’espulsione delle feci.

Il mancato rilassamento di questo muscolo può invece ostacolare il passaggio delle feci ed è il meccanismo patologico alla base della defecazione ostruita, definito dissinergia del puborettale1112. Questo mi permette di collegarmi al punto successivo.

6. Riabilitazione colo-rettale

La dissinergia del pubo-rettale consiste nell’alterato controllo motorio del muscolo responsabile della continenza fecale che invece di rilassarsi si contrae durante la fase di espulsione delle feci e ne ostacola il passaggio, determinando sforzi ripetuti e prolungati durante l’evacuazione.

Talvolta può invece essere un ipertono o un mancato rilasciamento dello sfintere anale la causa dell’ostacolo al passaggio delle feci.

Non di rado il dolore durante la defecazione dovuto a emorroidi o ragadi determina l’instaurarsi di un ipertono per il semplice meccanismo riflesso che alla percezione del dolore il nostro copro risponde con la contrazione muscolare.

Sia la dissinergia del pubo-rettale che l’ipertono dello sfintere anale sono condizioni che possono essere rilevate all’esame obiettivo intracavitario e confermate alla manometria anorettale o attraverso altre tecniche di imaging, sebbene la manometria anorettale rappresenti il gold-standard ai fini della riabilitazione colo-rettale.

La cosa più importante da sottolineare è che in questi casi gli attori responsabili della stipsi sono muscoli e in quanto tali possono essere rinforzati in caso di debolezza, rilassati in casi di ipertono e rieducati in caso di alterato controllo motorio e possono quindi essere trattate con successo con la riabilitazione colo-rettale.

La riabilitazione dei disordini colo-rettali è una branca della riabilitazione del pavimento pelvico che si occupa di rieducare i muscoli del pavimento pelvico coinvolti durante la defecazione affinché sia ripristinata, per quanto possibile, la funzione persa.

Le principali disfunzioni colo-rettali di interesse della riabilitazione sono appunto la defecazione ostruita e l’incontinenza fecale.

Per defecazione ostruita si intende la stipsi in soggetti dove è stato dimostrato attraverso manometria anorettale o altre tecniche di imaging la presenza di una contrazione inappropriata dei muscoli del pavimento pelvico (dissinergia del pubo-rettale o dello sfintere anale), una defecazione alterata o forze propulsive inadeguate.

Per incontinenza fecale invece si intende la perdita involontaria di gas o feci. Poiché include la perdita involontaria di gas sembra essere più idonea la definizione di incontinenza anale.

Specialmente se soffri di stipsi da prima della gravidanza è il caso che tu prenda contatto con un proctologo e ti sottoponga ad una prima visita di riabilitazione del pavimento pelvico per valutare la necessità o meno di un percorso riabilitativo volto migliorare il tuo benessere intestinale ed evitare disfunzioni legate al pavimento pelvico che possono aggravarsi durante la gravidanza e portare a condizioni spiacevoli nel post parto.

Se hai trovato utili i miei consigli condividili con chi pensi che possa trarne beneficio e continua a seguire il blog per avere più informazioni sulla salute del pavimento pelvico!

Se hai dubbi, domande o vuoi saperne di più sulla riabilitazione del pavimento pelvico contattami per fissare una visita o per prenotare una consulenza online se non puoi raggiungermi fisicamente. Sarò felice di aiutarti!

Note

  1. Shin GH, Toto EL, Schey R. Pregnancy and Postpartum Bowel Changes: Constipation and Fecal Incontinence. Am J Gastroenterol 2015;110(4):521-9; quiz 530. doi: 10.1038/ajg.2015.76.
  2. Bove A et al. Consensus statement AIGO/SICCR diagnosis and treatment of chronic constipation and obstructed defecation (part II: treatment). World J Gastroenterol 2012;18(36):4994-5013. Disponibile versione in italiano su <https://www.webaigo.it/download/1_STIPSI_CRONICA_E_DEFECAZIONE%20OSTRUITA.pdf>
  3. F. Gary Cunningham, Kenneth J. Leveno, Steven L. Bloom, Jodi S. Dashe, Barbara L. Hoffman, Brian M, Casey, Catherine, Y. Spong. Williams Obstetricia 25ª ed. McGraw Hill 2019.
  4. P. Cabras, A. Martelli. Chimica degli Alimenti. Piccin, 2004.
  5. F. Carapasso, A. D’Argenio. I lassativi: impiego razionale dei lassativi nella stipsi. Springer, 2007.
  6. Cerdán-Santacruz C, Ortega-López M, Vigara-García M, Fernández-Pérez C, Cerdán-Miguel J. Do bad habits bring a double constipation risk? Turk J Gastroenterol 2018; 29: 580-7.
  7. Klauser A, Voderholzer WA, Heinrich CA, et al. Behavioral Modification of Colonic Function. Can Constipation be Learned? Dig Dis Sci 1990; 35: 1271-5.
  8. Di Benedetto P. Riabilitazione uro-ginecologica. Edizioni Minerva Medica 2004;21-25.
  9. Sikirov D. Comparison of Straining During Defecation in Three Positions Results and Implications for Human Health. Digestive Diseases and Sciences 2003;48(7);1201–1205.
  10. Burkitt D, Walker A, Painter N. Dietary fiber and disease. JAMA 1974;229:1068–1074.
  11. Badiali D, Habib FI, Corazziari E, Viscardi A, Primerano L, Anzini F, Torsoli A. Manometric and defaecographic patterns of straining. J Gastroint Mot 1991;3:171.
  12. Whitehead WE, Devroede G, Habib FI, Meunier P, Wald A. Functional disorders of the anorectum. Gastroenterol Int 1992;5: 92–108.

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