Dott.ssa Benedetta Zucchi, Fisioterapista

6 cose che non sapevi sul tuo pavimento pelvico

Ultimamente si sente parlare molto del pavimento pelvico e dell’importanza della sua riabilitazione in caso di disfunzione.

Finalmente sempre più persone sanno cos’è, a cosa serve e perché è così importante tenerlo in salute.

Per i più interessati ho deciso di racchiudere in un articolo le curiosità a mio avviso più interessanti sul pavimento pelvico.

Sebbene le cose da dire siano molte, ne ho selezionato 6 che molto probabilmente non sapevi.

Scommettiamo?

1. I muscoli del pavimento pelvico sono 9.

Il pavimento pelvico è un complesso sistema costituito da muscoli, fasce, legamenti, vasi e nervi.

I muscoli che lo compongono sono principalmente 9 e si dividono in 2 strati, superficiale e profondo.

Nello strato più superficiale troviamo i muscoli ischiocavernosi, bulbocavernosi, trasversi superficiali del perineo e lo sfintere anale esterno.

Nello strato più profondo troviamo il muscolo elevatore dell’ano, costituito da più fasci (puborettale, pubococcigeo, ileococcigeo) e i muscoli ischiococcigeo, o coccigeo, e trasversi profondi del perineo.

I muscoli dello strato più superficiale sono coinvolti principalmente nella funzione sessuale mentre lo strato più profondo è implicato nel sostegno degli organi pelvici e nelle relative funzioni di questi organi, come minzione, defecazione e riproduzione.

Un danno o un’alterazione a loro carico può compromettere queste funzioni ma proprio perché si tratta di muscoli, grazie alla riabilitazione, possono essere rieducati come gli altri muscoli del nostro corpo.

2. I muscoli del pavimento pelvico hanno una forma a cupola e non a conca.

Come ha dimostrato un vecchio studio del 19971 tramite risonanza magnetica, il pavimento pelvico ha una forma a cupola.

Gli studi su cadavere avevano fatto pensare che i muscoli elevatore dell’ano e coccigeo avessero una forma a conca.

Nel 19912 venne effettuato uno studio in soggetti vivi utilizzando la risonanza magnetica e fu possibile osservare la forma a cupola del pavimento pelvico in soggetti a riposo.

Gli studi su cadavere, infatti, non tenevano conto del tono muscolare, che invece è presente in vivo.

Non solo!

Lo studio del 1997 citato di sopra, oltre a confermare la forma a cupola a riposo (in fig. sotto, immagine a sinistra), dimostrò, sempre tramite risonanza magnetica, che i muscoli del pavimento pelvico si tendevano durante la contrazione volontaria (in fig. sotto, immagine centrale) diventando più orizzontali, e che soprattutto assumevano una forma a conca sotto sforzo (in fig. sotto, immagine a destra), sfatando così il vecchio mito derivato da studi su cadavere.

Immagine tratta da Hjartardóttir S et al. The female pelvic floor: a dome-not a basin. Acta Obstet Gynecol Scand 1997;76: 567-571.

3. I muscoli del pavimento pelvico sono gli stessi nell’uomo e nella donna34.

Osservando una tavola anatomica si può vedere bene come i muscoli del pavimento pelvico siano gli stessi sia nell’uomo che nella donna.

Ovviamente ci sono delle differenze che riguardano soprattutto i muscoli dello strato più superficiale, ovvero i muscoli bulbocavernosi, che sono coinvolti nella funzione sessuale.

Nel sesso femminile questi muscoli sono separati e si trovano al di sotto delle grandi labbra.

Nel sesso maschile i muscoli bulbocavernosi sono uniti da tessuto fibroso e circondano il bulbo del pene e l’adiacente corpo spongioso.

Oltre a essere responsabili dell’erezione del clitoride e del pene, nella donna costringono l’orifizio vaginale e spremono le secrezioni delle ghiandole vestibolari maggiori (o del Bartolino) in vagina, mentre nell’uomo favoriscono l’espulsione dello sperma durante l’eiaculazione.

4. I muscoli del pavimento pelvico sono uguali ai muscoli che abbiamo nel resto del corpo.

Il tuo muscolo quadricipite femorale e il tuo muscolo elevatore dell’ano sono costituiti dallo stesso tipo di tessuto muscolare, quello scheletrico.

All’interno del nostro corpo abbiamo tre tipi di tessuto muscolare, ovvero liscio, cardiaco e scheletrico5.

La particolarità del tessuto muscolare scheletrico è quella di poter essere posto sotto “controllo volontario”. Questo significa che una volta stimolato, il muscolo deve essere in grado di rispondere velocemente ai comandi motori.

Quindi, anche i muscoli del pavimento pelvico possono essere controllati volontariamente, ovvero possono contrarsi e rilassarsi su richiesta.

Inoltre, come tutti gli altri muscoli costituiti da tessuto muscolare di tipo scheletrico, anche i muscoli del pavimento pelvico hanno un’origine e un’inserzione sulle ossa, che in questo caso sono le ossa del bacino.

5. I muscoli del pavimento pelvico si attivano per primi in risposta ad una perturbazione posturale.

In previsione di un movimento, il nostro cervello prepara il corpo alla perturbazione posturale che verrà e lo fa attivando in anticipo i muscoli degli arti e del tronco affinché sia mantenuto l’equilibrio e le articolazioni siano stabilizzate.

Mettiti in piedi e prova a muovere rapidamente il braccio in avanti e indietro, solo per una volta.

Poi esegui lo stesso movimento ma ripetendolo varie volte e più velocemente.

In entrambi i casi il tuo pavimento pelvico si è attivato circa 30 millisecondi prima del tuo deltoide.

Inoltre, come dimostrato da Hodges et al. nel 20076, la sua attivazione ha preceduto quella dei muscoli addominali e l’aumento di pressione all’interno della cavità addominale.

Questo sta a significare due cose molto importanti:

  1. che l’attivazione del pavimento pelvico non è una mera risposta secondaria all’aumento di pressione intraaddominale (poiché l’attività del pavimento pelvico la anticipa);
  2. che i muscoli del pavimento pelvico rappresentano una componente attiva degli adattamenti posturali anticipatori che il corpo mette in atto in previsione di una perturbazione posturale prevedibile (in questo caso, il braccio che si muove velocemente avanti e indietro).

6. I muscoli del pavimento pelvico non si attivano tutti insieme contemporaneamente.

Potrà sembrare strano ma i muscoli che compongono il pavimento pelvico non lavorano sempre tutti nello stesso momento.

Un esempio di ciò è dato dai muscoli che costituiscono l’elevatore dell’ano, la cui azione durante la defecazione è addirittura opposta.

Per assicurare la continenza fecale, il muscolo puborettale strozza l’ultimo tratto del colon facendogli assumere una forma ad angolo retto, da cui appunto prende il nome di colon retto.

La defecazione è il risultato del rilassamento del puborettale e della contemporanea contrazione dei muscoli ileococcigeo e pubococcigeo permettono la rettilineizzazione del colon retto e il passaggio delle feci nel canale anale78.

Immagine tratta da Papa Petros PE. The Female Pelvic Floor: Function, Dysfunction and Management According to the Integral Theory. Springer Medizin Verlag 2007; II edizione.

Ho vinto la scommessa o sapevi già queste cose?

In ogni caso spero tu le abbia trovate interessanti e che abbiano soddisfatto la tua curiosità.

Ricordati però che c’è sempre qualcosa da scoprire sul pavimento pelvico.

Per questo, continua a seguire il blog di Pavimento Pelvico Info e seguimi sui canali social di Facebook e Instagram!

Note

  1. Hjartardóttir S et al. The female pelvic floor: a dome-not a basin. Acta Obstet Gynecol Scand 1997;76: 567-571.
  2. Hugosson C, Jorulf H, Lingman G, Jacobsson B. Morphology of the pelvic floor. Lancet 1991; 337: 367.
  3. Standring S. Anatomia del Gray: Le basi anatomiche per la pratica clinica. Elsevier 2008.
  4. Puppo V. La sessualità umana e l’educazione a fare l’amore. Con Aggiornamenti 2011 (Italian Edition).
  5. Stanfield CL. Fisiologia EdiSES 2017; IV edizione.
  6. Hodges PW, Sapsford RR, Pengel LHM. Postural and Respiratory Functions of the Pelvic Floor Muscles. Neurourol Urodyn 2007;26(3):362-71.
  7. Papa Petros PE. The Female Pelvic Floor: Function, Dysfunction and Management According to the Integral Theory. Springer Medizin Verlag 2007; II edizione.
  8. Di Benedetto P. Riabilitazione uro-ginecologica. Edizioni Minerva Medica 2004; II edizione.

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